Recupero delle somme da trading fraudolento, strumenti e strategie legali

Chi ha perso soldi su una piattaforma di trading online falsa deve agire subito. Il recupero delle somme può passare da banca, chargeback, recall del bonifico, denuncia-querela e azioni legali contro i soggetti che hanno ricevuto i fondi.

truffa trading recupero somme

Le truffe legate al trading online sono oggi una delle forme più diffuse di illecito finanziario, spesso caratterizzate da piattaforme apparentemente professionali, consulenti dedicati (gli account manager) e promesse di guadagni sicuri ed elevati.

Quando emerge la truffa, il recupero dei soldi persi nel trading online non è automatico. Però non va escluso in partenza, soprattutto se i pagamenti sono recenti e i flussi sono ancora tracciabili.

Ovviamente, la condizione principale affinché ciò avvenga è che si agisca con tempestività, con una strategia legale adeguata e mirata. La possibilità di ottenere la restituzione delle somme dipende infatti principalmente dalla prontezza dell’intervento e dalla corretta impostazione delle iniziative legali. Più tempo passa, più diventa difficile seguire il percorso del denaro.

Truffa trading online: cosa fare subito dopo aver scoperto il raggiro

Il primo elemento determinante è il fattore tempo. Esso in questi casi non è una semplice variabile, ma il confine tra la possibilità di rientrare in possesso dei propri risparmi, e la loro perdita integrale. Le prime ore ed i primi giorni sono pertanto cruciali per evitare che le somme investite vengano definitivamente disperse.

Nella pratica, le prime mosse sono queste:

  • bloccare immediatamente ogni ulteriore pagamento;
  • raccogliere tutta la documentazione disponibile (bonifici, ricevute di pagamento, estratti conto, mail, chat con le comunicazioni intercorse con i broker “fittizi”, dati della piattaforma e qualunque altro elemento utile a ricostruire i flussi finanziari,
  • individuare i codici identificativi delle operazioni eseguite (CRO, TRN, TXID se crypto);
  • segnalare immediatamente alla propria Banca la natura fraudolenta delle operazioni eseguite.

Fare tutto questo è fondamentale per qualificare giuridicamente l’operazione eseguita, e individuare i soggetti coinvolti, anche indirettamente, nella gestione dei fondi. Questi dati costituiscono la base probatoria imprescindibile per qualsiasi azione successiva.

Gli strumenti per recuperare le somme

Il recupero delle somme da trading fraudolento può seguire più strade nello stesso momento. Di solito si lavora su banca, beneficiari dei pagamenti, denuncia penale e azione civile.

Vale la pena richiamare:

Le procedure bancarie

Rilevano in primo luogo le procedure messe a disposizione dall’istituto bancario di appartenenza: nei casi in cui l’investimento ha avuto luogo con un bonifico, è possibile attivare il c.d. recall (richiamo), mentre per i pagamenti effettuati con carta si può ricorrere al c.d. chargeback, ossia la possibilità per il titolare di carta di credito/debito di chiedere l’annullamento di un pagamento. Nel momento in cui fondi siano stati trasferiti su piattaforme estere o convertiti in criptovalute, essenziale è anche l’attività di tracciamento dei flussi, nonché l’interlocuzione con gli operatori coinvolti, che permettono di individuare punti di contatto utili per iniziative di recupero o per la preservazione dei dati. Tutte queste procedure risultano molto efficaci, ma alla condizione che siano avviate nell’immediatezza (nelle prime ore), e cioè prima che le somme investite vengano definitivamente disperse.

Invio di una diffida formale ai soggetti beneficiari

Oltre alle procedure suddette, un ulteriore step volto al recupero dei fondi investiti è l’invio di una diffida formale ai soggetti beneficiari delle somme. Questo passo ha di solito un certo grado di successo, specie nei casi in cui i fondi sono dirottati verso i conti di società facilmente individuabili.

Presentazione di denuncia-querela

Di fondamentale importanza anche la presentazione di una denuncia-querela che qualifichi correttamente il fatto dal punto di vista penale, riconducibile il più delle volte alle condotte di truffa e abusivismo finanziario. Essa deve essere molto dettagliata, nonché supportata da un opportuno materiale probatorio. È necessario essere molto precisi in merito, al fine dell’avvio delle indagini e per consentire, in presenza dei presupposti, l’adozione di misure cautelari sui fondi (si pensi al sequestro).

L’azione di indebito oggettivo

Si ricordi anche che in presenza di somme indebitamente percepite, trova applicazione il principio civilistico dell’indebito oggettivo, che impone la restituzione di quanto ricevuto in assenza di giusta causa. Ne consegue che, sul piano civilistico, è possibile agire per la restituzione delle somme indebitamente versate, anche nei confronti dei soggetti che hanno materialmente ricevuto i fondi, invocando, in presenza dei presupposti, l’azione di indebito oggettivo ai sensi dell’art. 2033 c.c. A questo proposito esso prevede che: “chi ha eseguito un pagamento non dovuto ha diritto di ripetere ciò che ha pagato. Ha inoltre diritto ai frutti e agli interessi dal giorno del pagamento, se chi lo ha ricevuto era in mala fede, oppure, se questi era in buona fede, dal giorno della domanda“.

Errori da evitare per ottenere il recupero delle somme

Non si dimentichi che alcuni comportamenti possono seriamente compromettere le possibilità di recupero. In questo contesto, la gestione della fase iniziale è decisiva, opportuno è pertanto non cadere nei seguenti errori:

  • effettuare ulteriori pagamenti al fine di “sbloccare” i conti, con l’idea di prelevare quanto sino a quel momento maturato;
  • attendere troppo tempo prima di agire, in casi del genere le prime 72 ore sono cruciali per i motivi di cui sopra. Si ricordi che più tempo passa, più diventa difficile ricostruire il percorso dei soldi, con il risultato di perderli definitivamente;
  • non conservare qualunque comunicazione o prova (mai cancellare per esempio gli screenshot di eventuali comunicazioni);
  • affidarsi a fittizi recovery agent, che richiedono degli anticipi;
  • presentare denunce generiche, prive di qualunque riscontro tecnico e senza un adeguato supporto istruttorio.

Quando è possibile recuperare davvero le somme investite

Come già anticipato, le possibilità di recupero dipendono da diversi fattori quali:

  • rapidità dell’intervento;
  • tracciabilità dei flussi finanziari;
  • coinvolgimento di banche e intermediari regolamentati;
  • localizzazione dei fondi su conti o piattaforme individuabili.

In molti casi, se si interviene prontamente, si possono ottenere risultati concreti anche senza dover affrontare procedure contenziose lunghe e complesse.

Il ruolo dell’assistenza legale

Il recupero dei fondi investiti richiede un approccio sistematico, ove profili tecnici e giuridici risultano in profonda connessione. La questione non riguarda tanto la possibilità del risparmiatore di denunciare la condotta fraudolenta, quanto l’impostazione di un’attività organica e strutturata i cui pilastri sono:

  • la ricostruzione dei flussi finanziari (nelle frodi in ambito crypto molto utili sono gli strumenti di blockchain intelligence);
  • la qualificazione giuridica dell’illecito;
  • attivazione delle procedure bancarie;
  • segnalazioni ad intermediari e autorità.

Si ricordi che, un intervento immediato e tecnicamente specializzato può rivelarsi dirimente fra la perdita integrale e definitiva delle somme, e la possibilità concreta di recupero. Il riottenimento delle somme perse in una truffa trading, presuppone effettivamente un approccio tecnico e tempestivo in grado di coordinare strumenti bancari, penali e civilistici. Di vitale importanza è quindi evitare iniziative improvvisate, e affidarsi sin dalle prime fasi a un’assistenza legale specializzata, in grado di coordinare le attività tecniche e giuridiche necessarie alla tutela dell’investitore.

Casi in cui i clienti-risparmiatori hanno effettivamente recuperato le somme investite

Come si è avuto modo di chiarire, il recupero delle somme investite per quanto difficoltoso, non è impossibile. Necessario è ovviamente un approccio strutturato, ove profili tecnici e giuridici si intrecciano. Non si tratta infatti solamente di azionare strumenti giuridici, ma di coordinare diverse iniziative, bancarie, stragiudiziali e, se necessario, processuali, con lo scopo di consentire al risparmiatore di riottenere quanto investito. A questo proposito, l’esperienza maturata dallo studio legale nella gestione di casi analoghi dimostra come, in presenza di un intervento immediato e specializzato, sia possibile conseguire risultati tangibili anche nell’ambito di contesti apparentemente compromessi. In diverse occasioni, l’attivazione contestuale delle procedure bancarie, unitamente all’azione legale mirata nei confronti dei soggetti coinvolti, ha consentito il recupero, anche integrale, delle somme indebitamente sottratte. Questi risultati non sono ovviamente automatici, e non sempre c’è un lieto fine, ma confermano come una strategia specializzata e mirata possa incidere in modo significativo sull’effettiva tutela del risparmiatore. Azioni tempestive e confacenti al caso concreto sono, dunque, strumenti imprescindibili per la tutela del patrimonio del cliente e per il contrasto efficace delle condotte fraudolente.

Avvocato Graziana Aiello

L’Avvocato Graziana Aiello è iscritta all’Albo del Foro di Torino e riceve anche nelle sedi di Milano e Catania. Si occupa di diritto civile, con particolare attenzione alle questioni familiari, patrimoniali e alla tutela dei consumatori in ambito finanziario.